giovedì 15 luglio 2010

vite parallele

ci sono momenti in cui mi sembra di vivere una vita parallela,nel senso che mi sembra che non sia accaduto nulla e allora mi ritrovo a pensare che effettivamnete quella cosa è in quel tal posto e che domenica posso prenderla, e invece a casa non ci posso tornare se non chiamando il num verde dei pompieri, prendere appuntamento e sperare che effettivamente quella cosa sia ancora lì dove l'ho lasciata.
a volte mi dimentico che c'è stato il terremoto e allora penso che domani e venerdì e andrò al frizzo con le mie amiche per l'aperitivo,che prenderemo una bella birra artigianale con le piadine e ci racconteremo tutta la settimana ed invece....
il frizzo ha riaperto altrove e non ci sono più andata e le mie amiche le vedo una volta ogni tanto nei posti più disparati.
se poi penso alle persone che non ci sono più allora .....
se penso a noemi con cui ho condiviso i mitici anni dell'università della mia prima laurea,la vedo sulle scale dell'università,o vicino la macchinetta del caffè di fronte alla mitica aula F, con i suoi gonnoni e lo zainetto di cuoio che mi sorride,le interminabili chiacchierate sul teatro e su tutto.
se penso a valentina torno indietro di almeno 15 anni quando andavamo in giro sotto i portici e poi ci fermavamo al negozio di fotografia di sua madre a vai accurzio,
se penso a walter lo vedo sorridente insieme a M. davanti al cavur oppure dietro il bancone del suo negozio di roba usata.
a volte mi sembra che tutto questo non sia mai accaduto e che presto mi sveglierò da questo incubo e invece .... è tutto vero.
siamo di nuovo in estate molte cose sono cambiate dall'anno scorso.
l'estate scorsa dormivo su un materasso dentro la tenda sul giardino dei miei zii,la domenica come potevo andavo da alberto.
ricordo la prima notte che ho ridormito al chiuso,eravamo a silvi e di fianco a me c'era alberto,eravamo nel lettone e io non riuscivo a dormire guardavo il soffitto con gli occhi sbarrati e alberto mi diceva "sta tranquilla,dormi un pochino,qui non succede nulla".
alla fine sopraffatta dalla stanchezza mi sono addormentata,quando mi sono svegliata ho pianto,alberto mi ha detto "che è successo ora?" poi ha capito e mi ha detto"sfogati" mi ha abbracciato e siamo rimasti così.
quante volte nel cuore della notte mi sono alzata di botto e seduta sul letto,e alberto "calma,calma"
quante ansie e paure mi porto dentro,ero una roccia ora sono la fragile,terribilmente fragile.
forse un giorno tornerò a volare alto per ora lavoro in una città caotica che mi lascia poco tempo per pensare ......

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