sabato scorso sono andata in centro,non volevo andare al corso stretto non me la sentivo,poi a. ha insistitoe quasi per caso mi sono ritrovata su per il corso.
camminavo piano,quasi incredula e pian pianino sono arrivata a casa.
ho appoggiato la mia mano alle transenne che impediscono l'accesso al vicolo es ono rimasta lì con lo sguardo nel vuoto.
è arrivata una morsa allo stomaco sempre più forte,ho alzato lo sguardo alla madonna del carmine nella facciata c'è una parte ricostruita con il legno,è completamente imbracata,fasciata non è più lei.
scendendo con lo sguardo verso casa tra i sampietrini bianchi è nata l'erba,ciuffi verdi e rigogliosi.
poso gli occhi su casa mia e le lacrime scendono libere,copiose nell'indifferenza della gente che passeggia per il corso e di a. che forse neanche se ne accorge.
mi sento confusa,sono sconvolta. guardo il corso e rivedo la corsa di quella notte tra la polvere e il rumore dei crolli con la terra che mi sembrava si stesse per aprire sotto i piedi.
tutto è fasciato,puntellato,imbracato ....
alzo lo sguardo verso santa maria paganica,ce ne manca metà.
manca metà chiesa.
sento il vuoto dentro di me,la mia vita non c'è più e non tornerà più.
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